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Dell’originaria chiesa medievale e del suo aspetto rinascimentale sono poche le testimonianze che rimangono ad oggi. Il convento agostiniano di Acquapendente venne fondato verso la fine del 1290 e con esso si iniziò ad edificare la chiesa di Sant’Agostino, caratterizzata da forme gotiche.
Nel 1746 un’incendio distrusse completamente la chiesa, che solo un anno dopo fu completamente ricostruita dandole le forme che oggi vediamo.
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CHIESA DI SANT'AGOSTINO
LA STORIA
Dell’originaria chiesa medievale e del suo percorso rinascimentale sono poche le testimonianze che rimangono ad oggi. Il convento agostiniano di Acquapendente venne fondato verso la fine del 1290 e con esso si iniziò ad edificare la chiesa di Sant’Agostino, caratterizzata da forme gotiche a cui seguirono fino almeno al 1918 aggiunte di ambienti e trasformazioni. Grazie alle Croniche di Acquapendente, redatte nel 1588 dal cronista Pietro Paolo Biondi, sappiamo che la lunetta con Cristo in Pietà e angeli, oggi conservata presso il museo civico Diocesano, un tempo era collocata sopra l’altare maggiore. Ai lati di questo si trovavano le pietre tombali degli agostiniani Nicola Foresio e Alfonso Oliva, sacristi di Giulio II e Paolo III . Davanti all’altare si trovava la tomba di Monsignor Antonio Viscontini. Nel 1746 un’incendio distrusse completamente la chiesa, che solo un anno dopo fu completamente ricostruita dandole le forme che oggi vediamo. L’incendio del 8 novembre 1746 distrusse la figura della Madonna, la chiesa e le sue forme architettoniche gotiche; la ricostruzione vide la formazione di volte a botte. Le antiche forme medievali sono attualmente ancora leggibili sul lato di via Roma, dove le antiche aperture della chiesa con archi a sesto acuto sono chiuse da muri di tamponatura. Gli eventi più importanti nella vita della chiesa sono ascrivibili quindi al secolo XVIII: precisamente il 20 maggio 1742 venne incoronata solennemente l’immagine della Madonna delle Grazie donata dal vescovo di Valencia Roberto Narbonese; per l’occasione si raccolsero offerte per tremila scudi, che servirono alle operazioni di ridipintura del soffitto della chiesa e per fornire gli arredi alle pareti.
DESCRIZIONE
La facciata della chiesa di Sant’Agostino si presenta con una struttura a capanna semplice, dove uniche soluzioni decorative si traducono in una grande finestra rettangolare che sovrasta il portale. Dei gradini a pianta radiale esagonale, danno accesso al portale d’impronta rinascimentale, sormontato da una lunetta, il tutto inquadrato nella muratura da un arco a sesto acuto, inequivocabile citazione gotica. L’interno a navata unica, denota l’intervento massiccio di rifacimenti di epoca barocca e soprattutto l’assenza di decorazione gotica e rinascimentale, come testimonia la lunetta raffigurante “Cristo in pietà e angeli” oggi conservata presso il Museo della Città di Acquapendente, attribuibile al pittore senese Gerolamo di Benvenuto, collocata prima dell’incendio del 1746, secondo le Croniche di Acquapendente redatte da Pietro Paolo Biondi nel 1588, sopra l’altare maggiore. Nelle pareti laterali spiccano sei altari tardobarocchi in finto marmo policromo, disposti simmetricamente tre per lato, uguali due a due.
Nella parete di destra, nel primo altare è presente una moderna tela con L’apparizione di Gesù a Santa Chiara. Il secondo altare di destra conserva la tela del XVIII secolo realizzata da Apollonio Nasini, raffigurante La discesa dello spirito Santo. Subito dopo si incontra nel terzo altare la tela realizzata sempre da Apollonio Nasini con la rappresentazione di Madonna con Bambino in gloria che dona la cintura a Sant’Agostino e Santa Monica. In fondo alla navata si accede, attraverso tre gradini, al presbiterio occupato dal grande altare maggiore, che nasconde il coro settecentesco ricavato entro l’antica abside. Continuando da destra a sinistra in senso antiorario, troviamo nella parete sinistra nel primo altare una Crocifissione, nel secondo altare una Madonna con Bambino e Santi e nel ultimo altare della parete sinistra un’altra opera di Apollonio Nasini con la raffigurazione di San Carlo prega per gli appestati del XVIII secolo. La parete di controfacciata accoglie sopra la bussola un pregevole organo del XVIII secolo. Anche il campanile si presenta all’esterno con una struttura settecentesca.
BIBLIOGRAFIA
AA. VV., Acquapendente e il suo territorio. Regione Lazio, Assessorato alla Cultura, Spettacolo, Sport e Turismo. Direzione regionale cultura, sport e turismo, area valorizzazione del territorio e del patrimonio culturale. Avellino 2004.
Agostini A., Le chiese di Acquapendente, Acquapendente 1987.
Biondi P., Le origini del comune di Acquapendente e la Madonna del Fiore, Acquapendente 1966;
Chiovelli R., La chiesa e il convento di Sant’Agostino ad Acquapendente in Opus . Quaderno di Storia dell’architettura e restauro, 4 (1996), pp. 31 – 50.
Di Salvo S.,Apollonio Nasini contributo alla conoscenza della vita e delle opere pittoriche in Amiata. Storia e Territorio, 34 (2000), pp. 14 – 29.
Lise G., Acquapendente. Storia. Arte. Figure. Tradizioni, Acquapendente 1971.
Acquapendente arte città, chiesa di Sant’Agostino.
Le opere d’arte della chiesa di Sant’Agostino di Acquapendente sono state catalogate sui modelli inventariali nel 1993 dalla Soprintendenza BAS di Roma (Catalogratrice A. Capriotti); le schede sono state revisionate nel 2003 da P. Grassi per la Regione Lazio.














