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La cripta, collocata al piano inferiore della basilica, di epoca romanica (X-XI secolo), presenta navate di uguale altezza, con volte a crociera. La cripta è divisa in tre navate trasversali e nove longitudinali. Situata sotto al transetto e all’abside della chiesa soprastante, con le sue 24 colonne, presenta nove piccole navate con volte a crociera costolonate, che formano in pianta una caratteristica T.
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CRIPTA DEL SANTO SEPOLCRO
STORIA E DESCRIZIONE
Una legenda è alla base della fondazione della chiesa e della cripta del Santo Sepolcro di Acquapendente. Una regina di nome Matilde (variamente interpretata con Matilde di Scozia, o Matilde di Westfalia) in un tempo imprecisato, si trovava ad Acquapendente diretta a Roma, con al suo seguito molti muli carichi d’oro per fabbricare nella città santa una chiesa dedicata al Santo Sepolcro. Arrivati di fronte a porta romana i suoi muli si rifiutarono di continuare, inginocchiandosi addirittura. La sera una visione illuminò la regina, convincendola a far erigere proprio in quel punto dove si erano fermati i muli, una chiesa atta a custodire il sacello del Santo Sepolcro. La prima vera testimonianza della chiesa la troviamo nel 1091, in un documento, e precisamente una donazione fatta da Malnierro Visconti di Marsiglia di molti beni, indirizzata a Domino Deo et Gloriosissimo eius Sepulchro Iherusalem et Acquependentis. La tradizione vuole che dopo aver conquistato Gerusalemme, alcuni cavalieri crociati portarono qui due piccole pietre contenenti le macchie del Sangue di Cristo, provenienti dal pretorio di Ponzio Pilato. Legenda e storia si trovano così a camminare su binari paralleli, uniti da un filo sottile alla realtà. In ogni caso, una prima fase dell’edificazione della chiesa collegata evidentemente al Santo Sepolcro di Gerusalemme, si inserisce perfettamente nell’uso diffusosi in Occidente a partire dal IX secolo di costruire templi od edicole in memoria o a imitazione della basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme. La cripta, collocata al piano inferiore della basilica, di epoca romanica (X-XI secolo), presenta navate di uguale altezza, con volte a crociera. Della prima fase della costruzione originaria della cripta rimangono solamente i capitelli definiti “di barbara espressività” decorati con un volto umano chiuso da due foglie e sormontato da un alto pulvino. Ciò che si presenta oggi ai nostri occhi è il frutto dei lavori di ripristino dell’edificio preesistente, definibile come una seconda fase dell’edificio ufficialmente consacrato da papa Eugenio III nel maggio del 1149. La cripta è divisa in tre navate trasversali e nove longitudinali. L’abside risulta molto profonda con un presbiterio antistante largo tre campate e profondo due. Gli elementi architettonici che la caratterizzano sono i capitelli e le colonne, elementi che furono riutilizzati come materiale di risulta dalla prima fase costruttiva. I capitelli si presentano con motivi zoomorfi, fitomorfi e antropomorfi, e sono decorati con grande varietà e alternanza di figure come uccelli, teste d’ariete e di toro e sirene bicaudate. La cripta del Santo Sepolcro di Acquapendente, per la disposizione delle colonne e degli archi è uno degli esempi più importanti nel suo genere. Situata sotto al transetto e all’abside della chiesa soprastante, con le sue 24 colonne, presenta nove piccole navate con volte a crociera costolonate, che formano in pianta una caratteristica T. Al centro della cripta, un semplice altare. Una doppia scalinata scavata nella pietra permette di raggiungere il sacello che custodisce le reliquie dell’Aula del Pretorio di Gerusalemme: sono le pietre che, secondo la tradizione, sarebbero state bagnate dal sangue di Cristo durante la Passione, come attesta una iscrizione latina posta davanti all’apertura del sacello. Il Sacro Sacello a forma di piramide rettangolare, è costruito ad imitazione del Santo Sepolcro di Gerusalemme. La cripta venne realizzata in maniera tale che la parte superiore del sacello del santo Sepolcro emergesse e fosse visibile attraverso un’apertura delle volte, nella zona antistante l’abside della chiesa soprastante. Tutto ciò per permettere ai fedeli transitanti in chiesa la visione del sacello e mantenere costante il simbolismo della Passione e della morte di Gesù. Una piccola cappella adiacente alla cripta custodiva un frammento della colonna della flagellazione, e immetteva ad alcuni gradini, simbolo della Scala Santa e al sacello del Santo Sepolcro. Nel braccio sinistro della cripta sono presenti due affreschi. Un frammento raffigurante la Natività, l’altro con Dio Padre tra il sole e la luna e i santi Caterina d’Alessandria e Michele Arcangelo della seconda metà del trecento. Nella parete di sinistra dell’andito che conduce alla cappella sinistra della cripta troviamo un lacerto di affresco databile al XV secolo, con la raffigurazione di Santa Lucia. Il 12 dicembre del 1894, con atto del Ministero della Pubblica Istruzione, la cripta della basilica del Santo Sepolcro è stata dichiarata monumento nazionale.
BIBLIOGRAFIA
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Le opere d’arte della chiesa del Santo Sepolcro di Acquapendente sono state catalogate sui modelli inventariali nel 1993 dalla Soprintendenza BAS di Roma (Catalogratrice A. Capriotti); le schede sono state revisionate nel 2003 da P. Grassi per la Regione Lazio.
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Acquapendente città d’arte, cripta del Santo Sepolcro.


















